Tra le donne, dopo il secondo posto del 2002, ha trionfato un’altra atleta dell’Esercito, l’italo-marocchina Nadia Ejjafini che ha fermato il cronometro su un prestigioso 44:02; dietro di lei la vincitrice dell’edizione 2015, la marocchina Meriyem Lamachi (ASD Caivano Runners) con 44:52 e la francese Hanan Farhoun terza con 47:01.

La prova ideata da Roberto De Benedittis, unica gara al mondo su ben 5 pavimentazioni diverse (asfalto, sampietrino, basolato lavico, sterrato e per finire la pista dello Stadio Nando Martellini alle Terme di Caracalla), dopo anni è tornata a transitare attraverso uno spaccato affascinante e suggestivo, Via di Porta S. Sebastiano, portando gli atleti ad immettersi sull'Appia Antica, passare sotto l'arco di Druso, per poi procedere attraverso tutti gli altri storici scenari: la Tomba di Cecilia Metella il Circo di Massenzio, il Quo Vadis, il Bosco Sacro, il Ninfeo di Egeria all’interno del Parco della Caffarella, fino all’arrivo allo stadio delle Terme di Caracalla.

 Grandi applausi a fine gara per i 150 superanziani dell'Accademia Nazionale di Cultura Sportiva che hanno participato alla non competitiva di 4 km guidati dal Prof. Michele Panzarino. 

Per il terzo anno consecutivo ROMA APPIA RUN ha legato il proprio nome alla campagna “Alcohol Prevention Race”, per la prevenzione dell’abuso dell’alcool nelle giovani generazioni, promossa dal Ministero della Salute e dall’Istituto Superiore della Sanità.

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ACSI Magazine - numero 38 - 10 settembre 2019

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