Ma di fronte a nuove tasse l’italiano medio reagisce così…

“In primis, va ricordato, che per i circa 140mila tesserati con la Federazione e con gli enti di promozione Acsi, Uisp e Libertas non cambierà praticamente nulla, nel senso che loro sono totalmente esentati. Per cui, definirla tout court una ‘tassa sul sudore’ mi pare scorretto e fuorviante”.

Qual è allora la sostanza della nuova norma?

“Il concetto più importante da ribadire è che la bike card non crea disparità di trattamento fra ciclisti ma, al contrario, sana quelle palesi discriminazioni che, fino ad oggi, hanno caratterizzato il mondo dei cicloamatori”.

In che senso?

“La bike card è un provvedimento che porta ordine e giustizia in un movimento che, in passato, presentava delle evidenti anomalie. E’ una novità che innalzerà la qualità di tutte le manifestazioni amatoriali, migliorerà sensibilmente le coperture assicurative e dunque gli standard di sicurezza. Per questa ragione, è un atto che non potevamo non sostenere visto che è ispirato dagli stessi valori che, in questi anni, hanno sempre mosso le politiche di Acsi”.

 

*L’intervista integrale al presidente Antonino Viti nel nuovo numero di InBici Magazine

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ACSI Magazine - numero 38 - 10 settembre 2019

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Antonino Viti rieletto Presidente dell'ACSI

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